13.02.2012 - Terrà (supplemento Sole-24ore)
Crisi? Aprire i cancelli ai giovani e alle donne

SiciliaMONDO

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La migliore risposta alla crisi? Attaccare, anziché difendersi: «Modernizzare la propria azienda, aumentarne la competitività, aprirsi ai nuovi mercati, puntare sui giovani e sul merito, remare con più forza controcorrente nei contesti - e la Sicilia è uno di questi - in cui fare impresa comporta un surplus di responsabilità». Intuito, creatività e spirito di sacrificio hanno fatto di Mimmo Costanzo, uno dei più importanti player italiani nel settore delle costruzioni e delle grandi infrastrutture.

Il gruppo Cogip, ormai da quasi un ventennio, è presente sul mercato nazionale con le sue principali aree di intervento rappresentate da opere viarie, ferroviarie, marittime e di edilizia civile. Alcuni fra i cantieri più significativi: i lotti Asr20 e Asr18 sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, il porto di Genova, l'autostrada Sfax-Gabes in Tunisia.

Un bilancio davvero positivo, ma soprattutto un trend di crescita che non si interrompe nemmeno nella difficile congiuntura economica attuale. E anche un entusiasmo che cresce giorno dopo giorno: «Contiamo un organico con una media di 41 anni e un 20% di giovani con meno di 33 anni - rivela Mimmo Costanzo - le donne sono il 25% del totale degli impiegati.

Ero giovanissimo quando iniziai questa sfida. Fu mio padre ad affidarmi la Cogip, dopo una mia breve ma entusiasmante esperienza di amministratore pubblico (è stato assessore del sindaco Enzo Bianco nella cosiddetta "Primavera catanese", ndr).

Avevo trent'anni e decisi di puntare su un gruppo di giovani. Ebbene sono ancora tutti con me, naturalmente nel corso degli anni ne sono arrivati altri ancora più giovani e altrettanto bravi. E' una delle nostre scelte di politica aziendali: investire sul talento, sull'entusiasmo e sulla voglia di fare».

Sfidare se stessi, misurare i propri limiti e andare sempre avanti. La maratona come metafora di vita, per Mimmo Costanzo è proprio così. «La corsa è un ottimo esercizio non  solo fisico ma anche mentale», sottolinea. «Mentre faccio jogging ascolto  musica, rifletto e spesso mi sono venute  in mente idee che  poi sono riuscito a tramutare in realtà».  Ha partecipato a ben cinque appuntamenti:  New York, Berlino, Roma, Chicago  e Londra.

E così Mimmo Costanzo è diventato nel corso degli anni un “ambasciatore” della Sicilia. «Mi sono detto, e ho avuto ragione, che essere siciliani non vuol dire restare necessariamente un passo indietro degli altri. Che anche se scontiamo un peso fortissimo della nostra collocazione territoriale, dei pregiudizi diffusi anche all'estero verso i nostri talenti, potevamo farcela».