20.07.10
Meno di 500 giorni per cambiare volto alla Corleonese - Agrigentina

Un’opera da 20 milioni di euro che collegherà i paesi dell’entroterra con Palermo

La Strada Statale 118 Corleonese-Agrigentina – i cui lavori di adeguamento sono stati commissionati dall’Anas - Compartimento della viabilità per la Sicilia – è stata completata in meno di 500 di giorni (rispettando i tempi contrattuali) dall’Associazione temporanea di imprese Tecnis - Cogip - Sigenco, ed è stata inaugurata lunedì 12 luglio, alle ore 17.00 (km 22, svincolo per Tagliavia), dal presidente del Senato Renato Schifani, dal ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Altero Matteoli, dal presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, dal presidente Anas Pietro Ciucci, dal direttore regionale Anas Ugo Dibennardo, alla presenza del prefetto e del questore di Palermo, rispettivamente  Giancarlo Trevisone e Alessandro Marangoni e del presidente della Provincia regionale di Palermo Giovanni Avanti.

Il nuovo tronco stradale riguarda il tratto compreso tra il km 18+700 ed il km 24+650, per una lunghezza complessiva di quasi 6 chilometri  (5,997 km), situato tra gli abitati di Marineo e Corleone. L’obiettivo raggiunto dall’opera è quello di aver adeguato la piattaforma stradale esistente – che si trova immersa in una delle più belle aree paesaggistiche dell’Isola - a una viabilità più sicura, con minori tempi di percorrenza. La statale 118 consente infatti il collegamento con le riserve naturali del Bosco della Ficuzza, della Rocca Busambra, del Bosco del Cappelliere, del Gorgo del Drago, della Val dei Conti e delle Rocche di Rao; ma anche con il santuario della Madonna di Tagliavia e il lago dello Scanzano.

L’infrastruttura, che avrà un’importante ricaduta positiva sull’economia locale, è stata concepita e realizzata nel rispetto del contesto ambientale: grande attenzione all’impatto visivo delle opere in calcestruzzo a vista, che sono state rivestite in pietra locale. Inoltre nel corso dei lavori sono stati presi tutti gli accorgimenti necessari per tutelare i pini secolari che caratterizzano il paesaggio.

«È stato particolarmente curato il rispetto del reticolo idrografico del territorio con l’inserimento di ben 28 tombini di sottopasso e con un sistema di smaltimento superficiale di cunette e fossi di guardia – ha aggiunto il direttore tecnico dei lavori Renato Di Simone - l’inserimento di otto disoleatori impedisce l’inquinamento del territorio da olii e materiali inquinanti provenienti dalla piattaforma stradale».

«Ci preme sottolineare – concludono i rappresentanti della Cogip – che durante i lavori non si sono verificati infortuni. Questo va letto non solo nel pieno rispetto delle norme di sicurezza ma nella salvaguardia innanzitutto delle nostre risorse umane che sono la vera forza edificante delle nostre opere e della nostra filosofia aziendale».

I lavori hanno incluso il varo del nuovo viadotto “Scalilli”,  strutturato su cinque travi di appoggio, con campate di circa 30 metri - realizzate con struttura mista acciaio-calcestruzzo che hanno visto l’impiego di 2 gru da 300 tonnellate.