06.06.14 - Quel cantiere miracolo sulla Sa-Rc Mimmo Costanzo Tecnis Sergio Rizzo

Corriere della Sera
Quel cantiere miracolo chiuso in anticipo (senza infiltrazioni)

 Il cantiere Tecnis sulla Salerno-Reggio Calabria

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Nell'Italia dove soltanto a pronunciare le parole «appalti pubblici» si evoca insieme al fantasma della corruzione e del malaffare anche lo spettro dell'inefficienza, dei ritardi infiniti e delle opere incompiute, la cosa ha in effetti del miracoloso.

E «miracolo» è proprio il termine che ha utilizzato il quotidiano torinese la Stampa un annetto fa quando si è trattato di raccontare la storia. «Miracolo sulla A3: un cantiere chiude in anticipo», diceva l'articolo. Miracolo ancora più miracoloso considerando il luogo dove l'evento sarebbe avvenuto. La A3 è infatti la famigerata autostrada che va da Salerno a Reggio Calabria, un'arteria di 443 chilometri che attraversa una delle aree a più alta densità criminale del Paese, dove ripetutamente le inchieste della magistratura hanno scoperto interferenze della 'ndrangheta negli appalti.

La notizia è che un'impresa aggiudicatrice di un lotto di 12 chilometri della strada più controversa del Paese, famosa anche al di fuori dei confini nazionali per i cantieri interminabili, ha consegnato a giugno del 2013 lavori che per contratto

dovevano terminare alla fme di quest'anno. Perciò con un anticipo di un anno e mezzo.

La ditta in questione si chiama Tecnis, è siciliana di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania. Nella «morta gora» del sistema produttivo del nostro Mezzogiorno è da considerare una specie di gigante, soprattutto nel settore dell'edilizia che ha subito un ridimensionamento violentissimo negli ultimi anni. Ha un giro d'affari annuo che si aggira intorno ai 300 milioni di euro, occupa un centinaio di ingegneri in gran parte giovani e molte donne. Lo scorso anno, riferiscono le cronache, ha avuto anche dall'Istituto nazionale per l'assicurazione degli infortuni sul lavoro il premio per la sicurezza sui cantieri.

Il segreto del risultato clamoroso per gli standard italiani, sarebbe innanzitutto la decisione di non ricorrere ai subappalti, che soprattutto in quest'area del Sud possono offrire occasione per le infiltrazioni delle cosche, oltre a particolari accortezze nell'organizzazione del lavoro.La morale di tutto questo? È la prova che nonostante il delirio di regole che sembrano studiate apposta per non far funzionare nulla nel modo giusto, si possono rispettare i tempi e onorare gli impegni. Il più delle volte basterebbe soltanto volerlo. Peccato che la volontà sia così rara.

S. Riz.